Correlazione tra celle geomorfologiche di tipo frattale

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I modelli relativi alle scenario sismico replicano alle diverse scale dimensionali

la correlazione esistente tra:

-le celle geomorfologiche di tipo frattale

– la vibrazione ad “armonica sei” di ogni cella geomorfologica, tanto all’estesa scala mondiale (macro- cella dell’Indonesia), quanto alla limitata scala regionale (cella locale di Hindu Kush -Afghanistan)

– l’incidenza dell’elettromagnetismo, irradiato dai centri geomagnetici delle celle, sull’andamento delle linee di faglia

– i luoghi di manifestazione dei terremoti sulle aree periferiche di ogni cella.

Ultimi rilevanti terremoti nel mondo

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CORRELAZIONE TRA TERREMOTI E RISONANZE ARMONICHE

L’interazione di flussi di elettromagnetismo -irradiato dai centri geomagnetici delle macrocelle mondiali del Polo Nord, del Polo Sud e dell’Euroasia che alla data del 26 marzo 2013 risultavano sature di elettromagnetismo (http://radiotel.blogspot.com/)-  ha generato numerosi terremoti d’intensità compresa tra M. 5.0 e 7.8 della scala Richter.

 

Terremoti Iran-Pakistan

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 SCENARIO SISMICO NELLE AREE DELL’IRAN E DEL PAKISTAN:

Incidenza dell’elettromagnetismo irradiato dalle celle geomorgologiche dell’Afghanistan e del Mare Arabico sulla linea di faglia adiacente la Dorsale di Murray .

I conseguenti movimenti sismici sono dovuti alle forze di espansione contrastanti delle celle interagenti nel sistema frattale e della Dorsale di Murray.

Terremoti nell’Italia meridionale

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Sistema frattale di celle geomorfologiche che modellano il territorio dell’Italia meridionale

I vettori sismici che veicolano l’elettromagnetismo irradiato dalle celle geomorfologiche permette di individuare:

– i luoghi dove si manifestano i terremoti secondo l’armonica sei,

– i luoghi di possibili frattura di faglia

– i luoghi di maggiore interazione elettromagnetica esposti al rischio di terremoti

il grado di oscillazione determinato dell’attività vibrazionale della terra

 

Terremoti in Iran: modelli a confronto

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MODELLI DESCRITTIVI DEI CICLI DI DINAMICA SISMICA IN AREA EUROASIATICA.

Nei modelli A e B, postati su questo blog il 19 febbraio 2013, si sottolineava la correlazione diretta tra un modello predittivo elaborato sulla mappa Emsc delle ore 17:44 del 16 02 2013  e lo scenario sismico successivo.

Nel modello B, elaborato sulla Mappa Emsc delle ore 21 del 16 02 2013, si metteva in evidenza la correlazione tra i punti a rischio (indicati con cerchi concentrici bianchi nel modello predittivo A) e i punti di reale manifestazione sismica indicati nel modello B.

Lo scenario, realizzato tramite vettori sismici che descrivevano le traiettori percorse dalla circolazione energetica nell’area euroasiatica a causa di due cicli di irradiazione elettromagnetica originati dal Polo Nord, si completava con i terremoti nel Lazio (M. 4.9 – 16 02 2013 – h.21:16) e nello Ionio (M.4.9 – 17 02 2013 -h. 03:12) e successivivamente con quelli in Grecia (M.4.5 -17 02 2013 – h. 05:42) e in Iran (M.4.5 – 19 02 2013 -h.04:55 e M. 3.5 – 10 02 2013 – h. 07:00).

In particolare i due terremoti in Iran si manifestavano in un luogo compreso tra i due punti di interazione elettromagnetica indicati con asterisco viola.

 – Nelle Mappe A e B, postate in questo blog in data 10 04 2013, si mette in evidenza che uno dei due punti di massima concentrazione elettromagnetica già indicato nel modello B del 19 02 2013 è interessato anche nel modello elaborato per descrivere la dinamica di circolazione dell’energia sismica che ha prodotto il terremoto di M. 6.0 il 9 aprile 2013 nel sud dell’Iran.

In particolare: il collegamento tra la Mappa A  (ingrandimento della finestra riportata nel modello A del 19 02 2013) e la Mappa B sottolinea che il medesimo punto ed altri punti d’interazione elettromagnetica indicano la continuità dell’attività tettonica orientata in direzione sud-est.

La posizione della sequenza di punti di concentrazione di elettromagnetismo (irradiato dai centri geomagnetici delle celle geomorfologiche che configurano il territorio) in prossimità della faglia che attraversa l’Iraq e prosegue in Iran lungo la costa orientale del Golfo Persico e del Golfo Arabico suggerisce la possibilità di poter creare dei modelli predittivi di correlazione tra movimenti tettonici, punti di frattura di faglie e movimenti sismici.