Correlazione tra terremoti in area mediterranea

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Comparazione tra distinti metodi di verifica della correlazione tra i terremoti registrati nella macro-cella mediterranea nel mese di giugno 2013:

– metodo delle celle geomorfologiche circolari e modulari, connesse tra loro in un sistema di tipo frattale;

– metodo dell’armonica sei per mezzo degli esagoni inscritti nelle celle geomorfologiche;

– metodo dei triangoli rettangoli geodetici, per mezzo di vettori sismici che collegano tra loro sequenze di tre terremoti.

(cliccare sull’immagine per ingrandire)

Riferimento bibliografico per la “Teoria dellle celle geomorfologiche”:

Marisa Grande, La precaria armonia del cosmo, Besa  2012

 

Scenario sismico in area mediterranea giugno 2013

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La correlazione tra i terremoti che si sono verificati nell’area mediterranea dall’inizio del mese di giugno 2013 è stata determinata dall’attività elettromagnetica della macro-cella mediterranea vibrante secondo l’armonica sei.

La sequenza sismica ha avuto origine il 2 giugno con un raro terremoto di M. 4.5 nel centro del Mare Mediterraneo, preceduto da altri movimenti anomali che avevano interessato le Isole Britanniche alla fine del mese di maggio.

Il ciclo di attività sismica, originato nella dorsale nord-atlantica, ha attivato un centro geomagnetico nevralgico che si trova nel Mare Ionio, a sud del Golfo di Taranto, dal quale divergono le due linee di faglia più importanti del Mediterraneo.

La vibrazione elettromagnetica del moto nutazionale dell’asse magnetico della terra, sotto l’azione gravitazionale luni-solare, culminante con il sosltizio estivo, ha provocato oscillazioni che hanno  generato i due terremoti di maggiore intensità nel mare di Creta (M. 5.8 del 16 giugno) e nelle Alpi Apuane in Italia (M. 5.3 del 21 giugno).

La loro posizione diametralmente opposta rispetto al centro geomagnetico della macro-cella mediterranea e la loro collocazione su due vertici opposti dell’esagono inscritto indicano l’irradiazione di elettromagnetismo anche a grandi distanze, sempre vibranti ad “armonica sei”,  come tutte le altre celle circolari e modulari che compongono il sistema complesso di tipo frattale che modella la litosfera.   

Dinamica sismica Italia-Slovenia dal 13 al 24 giugno 2013

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Sistema frattale di celle geomorfologiche circolari e modulari, la cui attività elettromagnetica ha generato il complesso scenario sismico che sta interessando l’Italia centro-settentrionale dal 13 giugno ad oggi 24 giugno 2013.

La dinamica sismica, iniziata il 13 06 2013 con il terremoto di M. 3.9 nel Mare Adriatico di Ancona, estesa poi fino alla Slovenia (M.4.0), al lago di Garda e alla Garfagnana (M.3.5), culminata con il terremoto di M.5.3 del 21 06 2013 nelle Alpi Apuane, è stata generata dalla compressione e dalla torsione prodotta dalla miniplacca adriatica sotto la spinta impressa dalla placca africana.

 

Attività sismica in Italia dal 13 al 19 giugno 2013

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Dal 13 giugno 2013 l’Italia è interessata da un’attività sismica che ha prodotto diffusi movimenti di magnitudo massima di 3.5 gradi della scala Richter.

La mini-placca adriatica, compressa tra le opposte spinte delle placche continentali euroasiatica e africana, s’inserisce al di sotto della Pianura padana, dove, scontrandosi con le Alpi occidentali, subisce un’inversione di scorrimento in direzione sud.

I modelli elaborati con gli aggiornamenti giornalieri fino ad oggi 19 giugno dimostrano l’estensione dell’attività elettromagnetica dalle iniziali quattro celle geomorfologiche, attive sin dal 13 giugno, alla cella N. 5 avente il centro in Alpe di Succiso e alla cella N. 6 avente il centro nel mare Adriatico, in prossimità di Ancona.

Le onde elettromagnetiche irradiate di centri geomagnetici delle celle N. 5 e N. 6, interagendo con quelle irradiate dai centri delle altre celle, già attive all’interno del sistema frattale e modulare che modella il territorio, hanno prodotto terremoti estesi fino ai limiti delle circonferenze periferiche di ogni cella, distribuiti secondo la vibrazione ad armonica sei.

Al nord l’estensione dell’energia sismica ha raggiunto il lago di Garda (terremoto presso Verona di M. 3.1 delle ore 20:25 del 18 06 13) ad ovest la Garfagnana (M. 3.5 alle ore 19:41 del 15 06 13) a sud-est il Gargano (M. 2.1 alle ore 21:34 del 17 06 13) e al nord-est  la Slovenia (M. 2.4 alle ore 10:34 del 13 06 13 e M. 4.0 alle ore 20:04 del 16 06 13).

– Essendo il globo terrestre un sistema complesso in equilibrio dinamico e precario, anche se l’analisi riguarda un territorio limitato, la dinamica sismica si estende alla litosfera in un tutto interconnesso.

La dinamica sismica che ha prodotto i terremoti nel nord Italia, fino ai limiti della mini-placca adriatica, a sud-est ha attivato la faglia ellenica generando una serie di rilevanti movimenti nella cella geomorfologica del Santorini (fino a M. 6.2 nel mare a sud di Creta). 

Il punto in cui l’impulso elettromagnetico si dirama in direzioni apposte si trova nello Ionio, a sud del Golfo di Taranto.

Dinamica sismica Italia-Slovenia dal 13 al 17 giugno 2013

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Il modello è stato elaborato a partire dal 13 giugno 2013 (v. post 14 giugno) a seguito del terremoto di M. 3.9 nel mare Adriatico in prossimità di Ancona e aggiornato fino alle ore 12:00 del 17 06 2013.

La posizione dei terremoti susseguiti dal 13 al 17 giugno risulta coerente con il modello impostato il 13 giugno sul sistema frattale di celle geomorfologhe attivate in sequenza a causa dello scorrimento verso N.W della placca Adriatica.

Terremoto di M. 6.2 a sud di Creta

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Secondo aggiornamento al 15 06 2013 della mappa che indica lo scenario sismico del Mediterraneo elaborata il 6 giugno 2013.

I terremoti del 12, del 14 e del 15 giugno si sono verificati nei pressi di tre punti di stress tettonico indicati lungo la faglia nella mappa predittiva del 6 giugno 2013 .