Geodinamica sismo-tettonica al 30 10 2013

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 AGGIORNAMENTO AL 30 OTTOBRE 2013 DELLA MAPPA SISMICA (A) E DELLA MAPPA TETTONICA (B) 

La circolazione dell’energia sismica avviene sulle circonferenze concentriche di macro-celle e di celle minori collegate tra loro secondo un sistema frattale.

 

 

 

 

 

 

 

Geodinamica sismo-tettonica

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CORRELAZIONE TRA MODELLI GEOMETRICI DI GEODINAMICA SISMO-TETTONICA

 MODELLO A: la geodinamica sismica descrive la correlazione tra i terremoti a grandi distanze, come il sisma di M. 6.7 del 24 10 2013 (Isole Sandwich) e quello di M. 7.1 del 25 10 2013 (Honshu, Giappone)

MODELLO B: la geodinamica tettonica indica i fronti di collisione tra le placche in movimento a causa dell’espansione delle dorsali oceaniche.

MODELLI A+B: I due modelli descrivono l’interazione tra le due macro-celle mondiali che comprendono l’Oceano Pacifico e l’Oceano Atlantico in relazione alla dinamica sismica e alla dinamica tettonica.

– La Geodinamica sismica e la geodinamica tettonica risultano coerenti con il modello geometrico elaborato in applicazione della teoria delle “Celle geomorfologiche vibranti ad armonica sei” –

Attività sismo-tettonica nel Mediterraneo

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L’ATTIVITA’ TETTONICA E SISMICA CHE INTERESSA IL BACINO DEL MARE MEDITERRANEO RAPPRESENTATA ALLE DIVERSE SCALE DIMENSIONALI.

MODELLO A: l’espansione della dorsale atlantica e l’attività delle placche tettoniche euroasiatica e africana, in collisione nel bacino del Mare Mediterraneo, imprimono una forza centripeta che trova nel Mare Ionio il suo punto centrale.

MODELLO B: la cella geomorfologica che ha il suo centro geomagnetico in quel punto del Mare Ionio oppone la sua forza centrifuga.

Il punto focale delle forze centripeta e centrifuga corrisponde ad un luogo d’incontro di due faglie.

 

Ciclo sismico: ottobre 2012

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DINAMICA SISMICA NEL PACIFICO

Un centro geomagnetico situato nell’area dell’Arcipelago Tonga irradia l’elettromagnetismo che si propaga per 360 gradi nella cella geomorfologica che comprende l’intero bacino dell’Oceano Pacifico.

L’elettromagnetismo che si espande da quel centro descrive circonferenze concentriche vibranti, sempre più ampie, le quali interagiscono con altre circonferenze propagate da centri geomagnetici circostanti.

L’emissione di elettromagnetismo dal centro della cella imprime alla litosfera un lento moto di espansione che favorisce  la subduzione lungo l’arco della cintura di fuoco e incrementa l’attività sismica e vulcanica che la caratterizza.

RISONANZE ARMONICHE

Anche se l’intensità di emissione di elettromagnetismo è uguale per 360 gradi, i punti di accumulo di stress tettonico sono limitati alle aree dove la roccia oppone maggiore resistenza.

I luoghi dove si verificano i terremoti corrispondono a quelli dove la roccia, sottoposta al massimo carico di stress tettonico, cede, rilasciando tutta l’energia sismica accumulata.

La struttura geometrica descrive lo scenario sismico, apparentemente caotico, che si determina per effetto delle ondate di elettromagnetismo emesso dai centri geomagnetici delle celle attive, modulato dalle vibrazioni ad “armonica sei” impresse dal moto oscillante della rotazione terrestre.

MODULARITA’ CIRCOLARE ED ESAGONALE DELLA GRIGLIA GEOMAGNETICA

La morfologia dell’intera litosfera è regolata da celle geomorfologiche circolari di dimensioni proporzionali, le quali, con l’intensità dell’elettromagnetismo emesso dai loro centri, compongono un sistema complesso di interazioni energetiche, la cui struttura geometrica è determinata da triangoli, rombi, esagoni e da tutte le figure regolari (poligonali e stellari) che possono essere incluse nel cerchio.

UN ANTICO CODICE GEOMETRICO

La ricerca di una forma teorica che potesse sostenere tutti gli aspetti della materia percepita come caotica, corrisponde ad una pratica antica che ha dato origine alle forme pure della geometria.

L’elaborazione di un codice geometrico risale a 77.000 anni fa, quando l’abitante dell’area africana di Blomblos tracciò su un manufatto di ocra una teoria di losanghe.

La forma rombolidale della losanga è una figura espressiva di un codice geometrico che ha origine nella promordiale osservazione degli astri all’orizzonte e che è giunta sino a noi carica di molteplici valenze simboliche. Figura ambivalente, nella sua forma più chiusa e allungata sulla verticale, la losanga corrisponde al simbolo mariano, nella sua forma più aperta, estesa sull’orizzonte, rappresenta il caos.

La losanga deve la sua forma alla semplificazione geometrica del ciclo apparente del sole e la sua apertura alla posizione variabile del sole sull’orizzonte nei giorni del solstizio, equidistanti rispetto alla posizione mediana (relativamente fissa) occupata nei giorni di equinozio.

La variabilità dei punti solstiziali era osservabile solo attraverso i millenni, poiché derivata dall’ampiezza dell’angolo d’inclinazione dell’asse terrestre, che subisce un lento incremento verso l’obliquità, seguito da una più rapida tendenza alla verticalizzazione. 

Le dualità attribuite al simbolo della losanga (opposizione tra il triangolo solare e il triangolo lunare, tra il giorno e la notte, tra la luce e le tenebre, tra il bene e il male, tra l’ordine e il caos) derivavano dalle esperienza che l’umanità aveva fatto nei momenti caotici della terra dovuti alla raggiunta massima obliquità dell’asse terrestre.

La massima inclinazione consentita (24°.5′) rallenta il moto della terra, rende parossistico il suo naturale “effetto trottola” e produce il massimo di:

– vibrazioni armoniche

– espansione della litosfera

– scorrimento delle placche tettoniche

– terremoti, aperture di faglie e vulcanismo.  

La sacralità della geometria deriva pertanto dalla ricerca di cogliere l’ordine superiore impresso all’Universo e a tutte le scale dimensionali degli universi che lo compongono, in un rapporto di corrispondenza proporzionale biunivoca esistente tra il macro e il microcosmo.

 

Il terremoto in California oggi, ultimo dei rilevanti terremoti del ciclo sismico di ottobre

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DINAMICA DI PROPAGAZIONE DELL’ENERGIA SISMICA NEL MONDO

il ciclo di propagazione di energia sismica che circola nel mondo risponde ad una precisa geometria dettata dal moto sincronico intercorrente tra la Terra e il Sole.

L’elettromagnetismo che fluisce in forma evolvente tra i due poli terrestri attiva i centri geomagnetici delle celle geomorfologiche che si susseguono e che irradiano l’energia sismica secondo l’armonica sei. 

L’interazione tra le celle circolari e modulari determina punti di massimo accumulo di stress tettonico sui punti di tangenza tra due circonferenze proporzionali di celle adiacenti.

L’intensità dell’energia sismica circolante in un ciclo mondiale, già computabile sin dalle sue prime manifestazioni sulle dorsali prossime ai poli, determina la magnitudo dei terremoti che si verificano in prossimità dei punti di massimo accumulo di stress tettonico.

 

 

Scenario sismico mondiale 13-15 ottobre 2013

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MODELLI DI CIRCOLAZIONE DELL’ENERGIA SISMICA NEL MONDO

Descrizione della dinamica d’irradiazione di elettromagnetismo dai centri geomagnetici attivi e di come le circonferenze concentriche delle distinte celle geomorfologiche, interagendo tra loro all’interno del sistema modulare e frattale, hanno propagato l’energia sismica nel mondo.

 Il ciclo sismico descritto ha prodotto in data 15 10 2013, tra gli altri movimenti di minore intensità, anche il terremoto di M. 7.2 nelle Filippine che ha provocato danni e vittime.