Terremoto di magnitudo 5.0 a Campobasso

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I movimenti sismici del 29/12/2013 nell’Italia meridionale rientrano nelle celle geomorfologiche aventi i centri geomagnetici nei vulcani Vesuvio e Marsili.

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“nell’universo se un punto vibra, tutto il cosmo vibra”

Uno spirito comune

Se è vero che una cultura prende forma all’interno di una precisa popolazione culminando in ciò che, con un principio filosofico, è detto anima di quella cultura”, non si può escludere che a fianco delle specificità etniche vi siano anche molteplici analogie riscontrabili tra realtà culturali distinte.
Per i diffusionisti ciò è dovuto a un unitario momento formativo e a un comune percorso esistenziale dell’umanita, che coincisero con il costituirsi di una “cultura madre”, cui si deve il “paideuma comune”, lo spirito unificante che conferisce pari valore e pari dignità a ogni forma culturale derivata da quella elaborata in origine.
Nell’ipotesi opposta, che protende per la formazione indipendente delle diverse etnie nelle proprie nicchie ecologiche, per giustificare le analogie espressive presenti in luoghi molto lontani tra loro o in tempi così distanti da far apparire improbabile un diretto rapporto tra le distinte realtà antropiche, si fa ricorso alla similitudine delle esperienze che la specie Homo Sapiens-sapiens dovette affrontare nel tempo, se pur in comunità separate.
La teoria su cui si fonda è che stimoli simili, sollecitando nella mente medesimi meccanismi concettuali, attivano in ogni singolo
individuo le facoltà intellettive specifiche preposte a formulare analoghe risposte risolutive di fronte al medesimo problema. Secondo tale teoria, opposta al diffusionismo, sono state perciò le intrinseche caratteristiche cerebrali dell’uomo, sollecitate da fattori simili, che hanno permesso di attivare medesime reazioni comportamentali e di fornire adeguate soluzioni a problematiche simili, contribuendo così a elevare a un analogo livello le conoscenze delle distinte comunità, anche se molto distanti tra loro nello spazio e nel tempo della storia.
Le similitudini presentate all’origine del cammino esistenziale dell’uomo sulla Terra, perciò, funzionali al superamento degli ostacoli incontrati nell’ambiente naturale di appartenenza, si pongono, secondo tale teoria, anche alla base degli stadi di avanzamento intellettivo e culturale di tutta l’umanità, uniformandone le conoscenze.
Oggi si protende a valutare la possibilita che la circolazione di flussi elettromagnetici circolanti sul pianeta possano veicolare informazioni criptate nelle frequenze delle vibrazioni quantiche del campo elettromagnetico, che interagiscono con quello delle biomasse degli esseri viventi, agendo sulla loro attività cerebrale e adeguando il loro grado di evoluzione naturale e culturale.
All’origine della specie cui apparteniamo una delle forme di soluzione ai problemi ambientali connessi alla sopravvivenza, oltre alle
pratiche di raccolta, di caccia e di pesca, fu l’elaborazione del linguaggio, inventato come risposta risolutiva delle esigenze di comunicazionee di socializzazione, altrettanto necessarie quanto il nutrimento.
Recenti studi hanno rivelato l’esistenza nelle molteplici lingue parlate dall’uomo di un implicito carattere universale, che fa riferimento a una lingua-madre comune, risalente al Paleolitico Superiore e denominata convenzionalmente “nostratico”. Ciò in conseguenza dell’attivazione, sin dal momento in cui l’Homo Sapiens-sapiens ebbe coscienza di sè e del suo rapporto di relazione con l’ambiente originario, delle categorie fondamentali del pensiero comuni a ogni uomo, le quali, di fronte a sollecitazioni ambientali specifiche, che suscitavano medesime domande, fornivano medesime risposte. Una primaria operazione mentale sembra essere stata quella che stimolava i processi cerebrali tendenti a catalogare e a organizzare dati, rendendo noto ciò che si andava via via conoscendo.
A partire dal momento in cui l’uomo intese esercitare sull’ambiente l’autonomia che lo contraddistingue, ebbe già la consapevolezza, nel catalogare gli esseri viventi della Terra, di appartenere a una specie privilegiata per essere egli dotato di capacità di un pensiero che gli permetteva di conoscere, catalogare, enucleare ed elaborare espressioni complesse.
In qualità di essere pensante fu in grado di astrarre concetti dalla realtà, alla quale egli stesso aveva coscienza di appartenere, formulare un pensiero di carattere simbolico per esprimerlo sinteticamente e comunicarlo in modo immediato ai suoi simili. Ciò lo indusse a costruire una sintassi di connessioni partendo dall’elementare collegamento del “se” con il “tu” e su tale rapporto stabilì i vincoli che sono alla base della comunicazione e dell’organizzazione sociale, nella quale potenziò le gerarchie, valutando l’importanza degli altri esseri di natura all’interno del loro sistema di appartenenza e inserendo ogni oggetto della sua conoscenza in insiemi specifici e distinti. Dando a ognuno di essi un nome, in un’operazione che perdura nel tempo, non li ha solo catalogati, ma ha implicitamente assegnato loro una funzione nell’ambito di un sistema universale complesso. La sua osservazione attenta e continuata della natura ha prodotto, nel corso della storia, una dottrina elaborata su base topologica, poichè basata su un insieme di norme tendenti a far rispettare l’ordine delle cose all’interno del loro ambiente naturale. Egli ha proclamato, in tal modo, la sacralità della natura e ha sancito delle regole per salvaguardare il principio del rispetto nei confronti dell’ambiente di appartenenza, consapevole che da tale principio ne derivava e ne deriva l’esistenza di tutti gli esseri viventi. Sin dall’origine ha riconosciuto l’esistenza di una sovranità universale che oltrepassava i limiti della condizione terrena. Ciò ha favorito anche il superamento della sua stessa condizione strettamente esistenziale di semplice “essere tra gli esseri”, totalmente indistinto dagli altri, così come si percepiva invece quando era in balia di forze ingovernabili, indipendenti dalla sua volontà e quando la natura, rivelandosi soverchiante rispetto alle sue capacità organizzative, metteva  a repentaglio la sua sopravvivenza…

(Pagg.9-11 del libro di Marisa Grande Dai simboli universali alla scrittura, Besa 2010)

Dinamica della circolazione dell’energia sismica nel mondo

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MODELLI DIMOSTRATIVI DELLA VALIDITA’ DELLA TEORIA DELLE CELLE GEOMORFOLOGICHE

– I terremoti dislocati sulle circonferenze concentriche delle celle geomorfologiche indicano i luoghi di massimo stress tettonico per incidenza di energia sismica persistente, dovuta all’estensione delle onde elettromagnetiche irradiate per 360 gradi dai centri geomagnetici delle celle geomorfologiche attive;

– i terremoti che si manifestano sui punti di massimo stress tettonico, per incidenza di attività elettromagnetica persistente irradiata per 360 gradi da più centri geomagnetici di celle attive, giacciono su più circonferenze appartenenti a distinte celle geomorfologiche adiacenti;

– un terremoto che si manifesta su una circonferenza periferica di una cella risulta direttamente correlato con un altro terremoto che si manifesta sulla circonferenza più vicina al centro geomagnetico della cella adiacente (e viceversa).

La risonanza sismica tra due terremoti, pertanto, risulta regolata da un rapporto proporzionale di tipo frattale.

(Marisa Grande, La precaria armonia del cosmo, Besa 2012)

 

 

Terremoti nel mondo: 24 Novembre-10 Dicembre 2013

 

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DINAMICA SISMICA

Il ciclo di manifestazione di energia sismica dal 24 novembre al 10 dicembre è indicato attraverso la sequenza cromatica bianco – giallo – arancione – rosso.

I terremoti sono prevalentemente compresi entro le celle geomorfologiche che si susseguono da nord-ovest a sud-est

I centri geomagnetici delle celle maggiormente interessate da energia sismica si attivano in sequenza lungo il meridiano fondamentale della griglia elettromagnetica naturale della terra, che corrisponde alla linea sincronica evolvente segnata dalle onde elettromagnetiche che collegano il Sole con la Terra durante il suo movimento di rotazione oscillante intorno al proprio asse obliquo.

Le correlazioni tra un sisma ed un altro si individuano seguendo circonferenze tangenti proporzionali tra loro secondo la tipologia frattale: se un terremoto si manifesta su una grande circonferenza di una cella geomorfologica, il movimento ad esso correlato si manifesterà su una circonferenza minore, proporzionale alla prima, di una cella adiacente.