Dinamica sismica: terremoti nel centro-sud dell’Italia

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CORRELAZIONE TRA TERREMOTI ALL’INTERNO DEL SISTEMA FRATTALE DELLE CELLE GEOMORFOLOGICHE, LA CUI EMISSIONE E IRRADIAZIONE DI ELETTROMAGNETISMO DAI LORO CENTRI GEOMAGNETICI AGISCE SULL’ATTIVITA’ DELLE FAGLIE DEL MATESE.

LA DINAMICA DI MOVIMENTO SISMICO SCATURISCE DALLA SPINTA VERSO EST DELLA COPERTURA APPENNINICA, PER ESPANSIONE DEL TIRRENO MERIDIONALE COMPRESO NELLA CELLA GEOMORFOLOGICA AVENTE IL CENTRO GEOMAGNETICO NELLA MINI-DORSALE DEL VULCANO SOTTOMARINO MARSILI.

LA SPINTA ORIZZONTALE VERSO EST DELLA PIATTAFORMA APPENNINICA CAMPANO-LUCANA SOVRASCORRE SULLA PIATTAFORMA APULA APPARTENENTE ALLA PLACCA ADRIA, A SUA VOLTA SOTTOPOSTA ALLE SPINTA VERSO NORD-EST DELLA PLACCA CONTINENTALE AFRICANA.

 

La grotta dei cervi di Porto Badisco (Le)

“Accanto al figurativo, per quanto stilizzato, vi sono immagini che rappresentano forse concetti, quasi una forma di proto-scrittura ante litteram, raggruppati insieme a formare pagine di storia indecifrabile” (da: National Geographic Gennaio 2016, Pag. 112)

Si sa che la Grotta dei cervi di Porto Badisco è inaccessibile per preservare il delicato  microclima da cui dipende la conservazione delle pitture parietali!

Non è necessario, tuttavia, entrare nella Grotta dei cervi di Porto Badisco per comprendere il linguaggio e il significato dei pittogrammi, potendo disporre del testo dello storico Paolo Graziosi, quale base da cui partire per ulteriori studi e approfondimenti.

Lo storico dette il via, sin dal momento della scoperta della grotta, ad un’analisi dei pittogrammi e degli ideogrammi con una sistematica documentazione grafica e fotografica.

La comprensione di quel linguaggio richiede, tuttavia, ulteriori chiavi di lettura, quali:

  • l’analisi dell’orizzonte culturale delle genti che hanno prodotto le pitture parietali, seguendo i percorsi spazio-temporali e sviluppando le analogie stilistiche dei loro manufatti;
  • la paleo-astronomia, che alle conoscenze archeologiche e storiografiche ha aggiunto la componente relativa all’osservazione delle costellazioni e al culto stellare degli antichi, dai quali è derivato quel rapporto di omotetica proiezione tra cielo e terra, tra le aree celesti e le aree organizzate dall’uomo sulla terra, per rendere imperituro quel  vincolo derivato dal quel naturale rapporto sincronico tra Sole e Terra.

Ho sviluppato l’iter di tale conoscenza nella trilogia, comprendente:

L’orizzonte culturale del megalitismo, Besa 2008

Dai simboli universali alla scrittura, Besa 2010

La precaria armonia del cosmo, Besa 2012

La Grotta dei cervi occupa in ogni saggio un ruolo centrale perchè:

  • fu un santuario in grotta sin dall’epi-paleolitico, segnando dall’inizio dell’Olocene il mutato culto da matriarcale (praticato sin dal gravettiano nella grotta salentina detta “delle Veneri, di Monte sant’Eleuterio – Parabita) al patriarcale, riferito all’antropomorfo celeste Orione;
  • le sue pitture corrispondono ad una sorta di Bibbia pauperum pre-diluviana;
  • le scene rituali di carattere astronomico e gli ideogrammi si pongono alla base della formazione del pensiero di tutte le culture successive e i loro significati vengono criptati in tutti i simboli e in tutte le scritture;
  • la sua posizione lungo il meridiano fondamentale naturale della terra le conferì il ruolo di polo ovest del triangolo delle ottave oracolari antidiluviano (insieme ad Ararat ad est e Bedhet a sud), il cui slittamento verso sud avvenne nel V millennio a.C.,in fase di passaggio di era precessionale.

Ho dedicato attenzione alla Grotta dei cervi nell’anno 2000 con una Conferenza nel castello di Carlo V a Lecce, nella rubrica “Simboli” della rivista di archeoastronomia Hera negli anni 2000-2002, nel I Convegno di Archeoastronomia della Società Italiana di Archeostronomia di Padova nel 2001, e successivamente, con articoli su giornali e riviste locali e nazionali, con richiami in convegni e conferenze, anche se riferiti a tematiche correlate, fino al 45° anniversario della scoperta, celebrato al Museo Faggiano di Lecce il I febbraio 2015.

Per non considerare ancora indecifrabili quei segni, suggerirei di leggere le 1200 pagine della trilogia nella quale argomento il perchè dell’importanza della grotta, i significati dei simboli e dei calligrammi che veicolano quei significati nella scrittura, oppure i numerosi articoli che ho scritto.

Pe conoscenza e per chi avesse volontà di aprirlo, inserisco il pdf del 1 febbraio 2015 presentato nel Museo Faggiano di Lecce per la celebrazione del 45° anniversario della scoperta della Grotta dei cervi.

2015 FEBBR.1 MARISA GRANDE DAI SIMBOLI UNIVERSALI DELLA GROTTA DEI CERVI ALLA SCRITTURA – MUSEO FAGGIANO 1 02 2015