Terremoti nel mondo dal 5 al 29 Agosto 2016

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Terremoto nell’Italia Centrale del 24 Agosto 2016

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TERREMOTO NELL’ITALIA CENTRALE DEL 24 08 2016

di Marisa Grande

Un terremoto di magnitudo 6.0, inizialmente stimato da INGV di magnitudo 6.2, ha colpito il 24 Agosto 2016 una vasta area dell’Appennino Centrale.

Dalle misurazioni strumentali sulla terraferma e dalle osservazioni satellitari si è potuto dedurre che si è trattato di un movimento che ha interessato la faglia estesa alla base dei Monti della Laga, che ha provocato  un abbassamento di livello di cm 20 di uno dei due bordi adiacenti.

La faglia si sviluppa ad ovest del Gran Sasso e attraversa i territori delle regioni Lazio, Umbria e Marche. E’ orientata in direzione nord verso i Monti Sibillini e in direzione sud verso la Faglia di Paganica, interessata nella dinamica sismotettonica che generò il devastante terremoto de L’Aquila del 2009.

L’ipocentro del terremoto del 24 08 2016, posizionato a 4 chilometri di profondità, ha generato estese onde sismiche, che già con la prima scossa delle h.3:36 hanno raso al suolo Amatrice e danneggiato i borghi circostanti, provocando 291 morti e 387 feriti.

Per gli scienziati che monitoravano lo stato della faglia in questione, l’evento era atteso, ma come è possibile dedurre dai numerosi recenti esempi di terremoti catastrofici che hanno provocato fino a centinaia di migliaia di morti (Sud-Est asiatico nel 2004, L’Aquila nel 2009, Cile ed Haiti 2010, Giappone nel 2011, Nepal nel 2014), l’imprevedibilità degli eventi sismici non permette la preventiva messa in sicurezza di persone e cose.

Urge, pertanto, adottare criteri di costruzione antisismica, maggiormente necessari nelle zone di maggior rischio, che permettano, al pari di quelle di altre nazioni nel mondo, di assorbire scosse telluriche anche di elevata intensità.

I rimedi consigliati allo stato delle cose, pertanto, sono:

  • la costruzione ex-novo e la messa in sicurezza di tutti gli edifici dei territori esposti al rischio sismico;
  • la prevenzione individuale, con l’adozione di un comportamento adeguato, prima, durante e dopo un terremoto;
  • la prevenzione collettiva, con la formazione di personale specializzato ad affrontare le emergenze territoriali e sociali.
  • Nuovi metodi di studio
  • Una ulteriore possibilità corrisponde all’analisi della dinamica sismica della Terra nella sua complessità, secondo la “teoria delle celle geomorfologiche”, che ho presentato in pubblico sin dal 2004 e che dal 2012 applico nel blog: synergeticart.wordpress.com

Nei modelli elaborati sulle cartine geografiche a scala locale, nazionale, continentale e mondiale descrivo la dinamica d’irradiazione, di circolazione e di propagazione dell’elettromagnetismo responsabile dei terremoti, emesso da specifici centri geomagnetici di celle geomorfologiche circolari, di grandi e di piccole dimensioni, relazionate tra loro secondo un sistema proporzionale di tipo frattale e vibranti secondo l’armonica sei.

Con l’ulteriore modello, basato su triangoli rettangoli geodetici, descrivo le traiettorie obbligate dei vettori sismici.

Per approfondimenti sulla “Teoria delle celle geomorfologiche “:

Marisa Grande, La precaria armonia del cosmo, Besa 2012

http://www.synergetic-art.com/

info: marisagrande@gmail.com

Terremoto del 24 08 2016 in Centro Italia e sciame sismico in atto

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La Placca Adriatica, nella sua spinta verso Nord, è contrastata dalle rocce del bordo della Placca continentale euroasiatica, ossia dall’Arco alpino, dal Carso, dal Velebit e dalle Alpi Dinariche.

La controspinta incide sul territorio elastico dell’Italia centro-settentrionale, composto da depositi alluvionali dell’Oceano fossile Tetide e imprime all’Abruzzo settentrionale, al Lazio e all’Umbria una rotazione in direzione antioraria, opposta e quella oraria cui sono soggetti l’Abruzzo meridionale e il Molise, orientati da N-W verso S-E.

Tali movimenti tettonici contrastanti tendono a creare una frattura della penisola italica lungo l’arco nord, compreso tra Pomezia (Roma) e Pescara, della circonferenza che delimita la cella geomorfologica vesuviana, estesa tra il Tirreno e l’Adriatico.

Nel territorio aquilano tale frattura corrisponde alla Faglia di Paganica, elemento principale di un modello “a foglia”, di cui fa parte la faglia laterale che ha generato il terremoto di M. 6.0 del 24 08 2016.